Punti chiave
- L'orario dei docenti si costruisce dentro un margine stretto: 18, 22 più 2 o 25 ore di cattedra a seconda del grado, fissate dal CCNL e uguali in ogni scuola dello stesso tipo.
- Oltre alla cattedra ci sono le cosiddette 40+40 ore: 40 per collegio docenti e programmazione, 40 per consigli di classe, colloqui e GLO. Non compaiono nella griglia delle lezioni, ma pesano sul carico reale.
- La distribuzione settimanale non è libera: minimo cinque giorni, un tetto di ore buche per docente che il consiglio d'istituto fissa nei propri criteri, e un giorno libero che è prassi diffusa più che obbligo scritto nel CCNL.
- L'orario nasce ogni anno dalla stessa sequenza: organico definitivo, cattedre assegnate, criteri deliberati, bozza, pubblicazione. Saltare i criteri scritti è il modo più comune per rifare l'orario due o tre volte a settembre.
Che cos'è l'orario dei docenti, e perché non è solo una griglia
L'orario dei docenti è il riepilogo, per ciascun insegnante, delle ore di lezione, del giorno e dell'aula in cui le fa: la stessa griglia settimanale della scuola, letta dal lato del docente invece che da quello della classe. Nella pratica è anche il documento più negoziato dell'anno, perché mette in fila cattedre, spezzoni, disponibilità dichiarate e vincoli contrattuali che quasi mai coincidono con quello che vorrebbe ciascun docente.
Chi lo prepara, di norma il dirigente scolastico o un collaboratore con delega specifica, lavora su dati che si assestano tardi: l'organico definitivo arriva tra la tarda primavera e l'estate, cattedre e spezzoni cambiano fino alle ultime nomine, e la prima campanella suona spesso su un orario ancora provvisorio. Questa guida mette in fila i vincoli che contano, quelli scritti nel CCNL e quelli decisi scuola per scuola, e la sequenza con cui l'orario prende forma ogni anno.
Le ore di cattedra: quanto insegna ciascun grado
Il numero di ore di lezione frontale settimanale, la cattedra, è fissato dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021 ed è uguale in ogni scuola dello stesso grado:
- scuola dell'infanzia: 25 ore
- scuola primaria: 22 ore di insegnamento più 2 ore di programmazione settimanale
- scuola secondaria di primo e secondo grado: 18 ore
Le 40+40 ore: quello che la griglia delle lezioni non mostra
Queste ore si distribuiscono su non meno di cinque giorni settimanali. Sopra o sotto la cattedra piena si aprono spezzoni, cattedre di poche ore spesso su più scuole, e completamenti d'orario, che nella pratica sono la parte più laboriosa da collocare perché portano vincoli di spostamento tra sedi.
Oltre alla cattedra, il CCNL assegna a ogni docente 80 ore annue di attività funzionali, divise in due blocchi da 40. Il primo copre il collegio docenti, le riunioni per aree o dipartimenti e la programmazione di inizio e fine anno. Il secondo copre i consigli di classe, i colloqui con le famiglie e gli incontri per l'inclusione (GLO). Sono ore che non compaiono nella griglia settimanale delle lezioni, ma un orario che le ignora scarica su un solo periodo dell'anno riunioni che dovrebbero distribuirsi, ed è un errore che si paga a novembre quando consigli di classe e colloqui si accavallano.
Ore buche e giorno libero: cosa decide la scuola, cosa decide il contratto
Il CCNL fissa il perimetro, la cattedra per grado e il minimo di cinque giorni, ma il dettaglio della distribuzione settimanale lo decide il dirigente scolastico nel rispetto dei criteri deliberati dal consiglio d'istituto. È qui che entrano le ore buche: le ore assegnate in orario di servizio in cui il docente non è impegnato, per esempio quando insegna alla seconda, terza e quinta ora e la quarta resta vuota. La prassi diffusa, ripresa nei criteri di molti istituti, è un tetto di una o due ore buche a settimana per docente, salvo i casi di completamento orario su più scuole. Il giorno libero, un giorno della settimana senza lezioni per ogni docente, non è scritto esplicitamente nel CCNL, ma è diventato uno standard che i criteri d'istituto quasi sempre riprendono.
Compresenze e classi articolate, dove l'orario si complica
Negli istituti tecnici e professionali l'orario porta un vincolo in più: le compresenze tra il docente teorico e l'insegnante tecnico-pratico (ITP) nelle materie di laboratorio, e le classi articolate, dove un gruppo segue un indirizzo e un altro segue un indirizzo diverso nella stessa ora. Ogni compresenza è due caselle della griglia che devono coincidere esattamente: docente teorico e ITP, stessa classe, stessa ora, e la stessa aula quando il laboratorio è unico. Un orario pensato solo per un liceo non regge su questi vincoli, ed è il motivo per cui molti istituti tecnici tengono un passaggio di verifica dedicato solo alle compresenze prima di pubblicare la bozza.
Come nasce l'orario ogni anno, in sequenza
- Organico definitivo. Finché non arriva, cattedre e spezzoni restano ipotesi: costruire prima significa rifare dopo.
- Cattedre e spezzoni assegnati. Ogni cattedra ha un titolare, ogni spezzone una scuola di riferimento per gli spostamenti.
- Criteri deliberati dal consiglio d'istituto. Tetto di ore buche, giorno libero, precedenze per part-time o pendolarità: senza criteri scritti, ogni contestazione di settembre diventa una trattativa caso per caso.
- Bozza del dirigente o del collaboratore delegato. La griglia prende forma rispettando cattedre, compresenze e i criteri del punto precedente.
- Verifica e pubblicazione. Le rappresentanze sindacali e i docenti leggono la bozza, le correzioni vere arrivano nella prima settimana, poi l'orario resta quello definitivo fino alla prossima variazione di organico.
Dove entra un software per l'orario
Le scuole che saltano il punto 3, i criteri scritti, sono quelle che rifanno l'orario tre volte a settembre invece di una.
Quasi tutto quello che rende complicato l'orario dei docenti, cattedre, compresenze, ore buche, criteri del consiglio d'istituto, sono dati da tenere insieme, non un'arte. Smootables tiene cattedre, disponibilità dei docenti e i vincoli sulle ore buche nello stesso modello della pianificazione dell'anno, li verifica con una serie di controlli prima del calcolo, e genera un orario con un solutore a vincoli che rispetta cattedre, aule e disponibilità dichiarate. Se prepari l'orario di un istituto tecnico o professionale, la pagina sul software per l'orario scolastico entra nel dettaglio di calendario, cattedre e generazione automatica.
Domande frequenti
Chi decide l'orario dei docenti in una scuola?
Lo predispone il dirigente scolastico, spesso tramite un collaboratore con delega specifica o una commissione orario, nel rispetto del CCNL e dei criteri deliberati dal consiglio d'istituto. Non è una decisione del singolo docente, anche quando le disponibilità dichiarate vengono raccolte prima.
Quante ore di lezione fa un docente a settimana?
18 ore alla secondaria di primo e secondo grado, 22 più 2 ore di programmazione alla primaria, 25 alla scuola dell'infanzia, per il CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021. Sopra queste cifre restano gli spezzoni e i completamenti d'orario, che si aggiungono cattedra per cattedra.
Cosa sono le ore buche e quante ne può avere un docente?
Sono le ore assegnate in orario di servizio in cui il docente non ha lezione, perché cadono tra due ore impegnate nella stessa giornata. Il CCNL non fissa un numero, ma i criteri deliberati da molti consigli d'istituto tengono un tetto di una o due ore buche a settimana per docente, salvo i casi di completamento orario su più scuole.
L'orario dei docenti è diverso da quello delle classi?
Sono due letture della stessa griglia. L'orario delle classi mostra, ora per ora, quale materia e quale docente entra in ogni classe; l'orario dei docenti riordina le stesse informazioni per insegnante, per verificare cattedra, ore buche e compresenze dal suo punto di vista.
Quando viene pubblicato l'orario dei docenti a inizio anno?
Dipende da quando si chiude l'organico definitivo, che di norma arriva tra fine agosto e i primi giorni di settembre. Molte scuole aprono l'anno con un orario provvisorio e pubblicano la versione definitiva nelle prime due o tre settimane, quando cattedre e spezzoni si sono assestati.